giorno: sabato, 01 luglio 2006
ore: 20:01

Hotel White Rose. L'hotel più lussuoso di tutta la città.
«E' qui che dormi?» chiedo entrando, guardandomi in giro.
La hall dell'albergo è più grande di tutto il mio appartamento, dietro il bancone il concierge, con la sua divisa impeccabile.
Appena entro mi squadra dalla testa ai piedi.
Certo, qui non sono abituati a far entrare gente come me, gente con i pantaloni strappati e i capelli spettinati.
Lily gli rivolge un sorriso.
«Il bar è di là..» mi dice facendomi strada.
Ci sediamo ad un tavolo, lei ordina un martini e io mi limito alla mia solita birra chiara ghiacciata.
«Allora...qual è il lavoro che ti costringe a dormire nell'albergo più costoso di tutta la città?» le chiedo lanciando un'altra occhiata intorno.
«Sono una giornalista, Charlie...alla fine ce l'ho fatta!»
«Ma è fantastico!»
Fare la giornalista era sempre stato il suo sogno, sono veramente contento che ce l'abbia fatta.
E invece lei è sempre stato il mio di sogno...

Sono seduto in riva al mare. Ho portato il mio zaino con me. Siamo solo io e lei. Apro la cerniera dello zaino, infilo dentro una mano e l'afferro. Mi guardo intorno un'ultima volta e quando sono definitivamente certo che non ci sia nessuno intorno a me, la estraggo. La statuetta che ho trovato tempo fa con Sayid. Maledetto Sayid, perchè me l'ha detto? Perchè mi ha detto che cosa contiene?

«E tu com'è che ti sei ritrovato a suonare nei Driveshaft, invece?»
«Un vecchio progetto mio e di Liam...abbiamo iniziato quasi per gioco e ora eccoci qui!» dico allargando le braccia.
«Siete forti...» risponde poco convinta.
«Non mentire, Lily, ti conosco abbastanza bene. Questa musica ti ha sempre fatto schifo...ma apprezzo il tentativo...»
Rido e con un cenno della mano chiamo il cameriere per ordinare l'ennesima pinta di birra.
«E' vero, non mi è mai piaciuta...ma so comunque riconoscere se un gruppo è valido oppure no, non credi?»
«Può darsi...»
Cazzo, Lilian può dirmi qualunque cosa, le darò sempre ragione. Le morivo dietro già ai tempi del liceo, ma era praticamente irraggiungibile in quel senso. Eravamo buoni amici, ottimi direi. Ma di mettermi con lei non avevo alcuna speranza. Troppo diversi. Lei così bella e perfetta. E io...lasciamo perdere!
«Signori mi spiace, ma devo chiudere...» ci dice un cameriere avvicinandosi al nostro tavolo. Mi guardo intorno ed effettivamente, oltre a noi, non c'è più nessuno.
«Ma che ore sono? E' già così tardi? Ci scusi sa, ma il tempo è volato...andiamo via subito...» risponde Lilian.
In un sorso finisco la mia birra e lei il suo martini, ci alziamo e ci dirigiamo di nuovo verso la hall.
Lilian va al bancone a prendere le chiavi della camera, il concierge mi guarda di nuovo con quell'aria schifata. Dio quanto lo odio!
«Lilian mi ha fatto davvero piacere rivederti...fatti sentire più spesso, mi raccomando! Non aspettare altri cinque anni...» le dico quando torna da me dopo aver augurato la buona notte al portiere.
«Contaci! Senti...ti va di salire un po' in camera da me? Così continuiamo la nostra chiacchierata..dopo tanto tempo non mi va di lasciarti andare via così...»
Non credo alle mie orecchie. Lily che mi invita in camera sua? Non so nemmeno quante volte ho sognato questo momento.
«Ce..certo, se per te non è un problema...» rispondo balbettando.
«Ma figurati! Andiamo!» mi prende per un braccio e mi trascina dietro di sè verso l'ascensore. Ma faccio comunque in tempo a lanciare un'occhiataccia al portiere.

Rigiro tra le mani la stauetta. E' davvero troppo tempo che non assumo strane sostanze, nemmeno un goccio d'alcol. Se ripenso a tutte le stronzate che ho fatto nella mia vita a causa di questa roba, mi viene da vomitare.
E' stata tutta colpa di Liam...ma ora lui vive la sua vita felice in Australia, con la sua allegra famigliola e io qui in questo posto dimenticato da Dio. Magari non si è nemmeno reso conto che il suo fratellino tossico è disperso da qualche parte, quello stupido egoista.
«Da quand'è che il nostro rocker è così religioso?»
Che idiota! Perso nei miei pensieri com'ero non mi sono nemmeno reso conto di Shannon. Si è seduta accanto a me e fissa la stauetta.
«Lo...lo sono sempre stato...»
«Talmente tanto da portarti dall'Australia una stauetta della Madonna nello zaino?» mi chiede scettica, allungando una mano per prenderla.
Ma io sono più veloce e la rimetto nello zaino.
«L'ho trovata nella foresta, non me la sono portata dall'Australia. E poi anche se fosse? Sarebbero fatti miei, non certo tuoi...» dico contrariato.
«Sì sì, ok, volevo solo fare due chiacchiere, niente di più...»
Poi uno sparo, proviene dalla jungla. Ci voltiamo di colpo e vediamo Kate correre, seguita da Jack.
Mi alzo, prendo lo zaino e corro dietro di loro.
Non so cosa sia successo, ma qualunque cosa sia mi ha evitato le mille domande di Shannon.

autore: CharliePace
commenti

Questo diario fa parte del gioco di blog Lost Survivors, dedicato alla serie tv "Lost".
Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e pertanto non è per nulla legato al telefilm. I personaggi e il telefilm appartengono alla ABC.

chi è charlie?

Nome: Charlie
Cognome: Pace
Età: 29
Luogo di nascita: Manchester, Inghilterra.
Motivo del viaggio in Australia: Convincere il fratello Liam a ritornare a suonare con i Driveshaft.
Motivo del viaggio a Los Angeles: volare a Los Angeles per il tour di ritorno dei Driveshaft di 8 settimane, come spalla ai "Meat Coat".
Significato del nome: Insieme al batterista, un bassista è responsabile dell’andatura di una canzone (la parola "pace" significa appunto "passo, ritmo"), mentre Charlie è un nome comunemente usato dagli inglesi per indicare la "cocaina", spesso accompagnato con il tipo di vita rock and roll che una volta egli stesso conduceva.
Professione: Bassista dei Driveshaft.

la sua storia

L’ex bassista della band inglese Dirve Shaft da Manchester, in Inghilterra, Charlie Pace originariamente era indeciso se dare valore al crescente successo della band. Le sofferenze e le tentazioni dello stile di vita della rock-star avevano pesato molto su di lui, anche se la sua band guadagnava notorietà. Alla fine, comunque, viene convinto dal fratello Liam a partecipare al futuro della band spiegandogli che la band aveva bisogno di Charlie essendo “lui stesso la band”. Nonostante ciò Charlie accetta alla condizione che Liam gli prometta di lasciar perdere tutto se fosse diventato troppo stressante.

Col successo mondiale dei Drive Shaft, Charlie comincia a notare che il fratello Liam sta diventado sempre più autodistruttivo con l’uso della droga e il ruolo sempre più dominante nella band. Appena dopo un concerto dal vivo, la situazione prende una brutta piega quando Charlie dice a Liam che quello è il momento giusto per lasciare tutto. Quando Liam va via sprezzante urlando “adesso sono io la band”, Charlie realizza che propabilmente ha lasciato andare le cose troppo in là. Da solo, nel camerino, accecato dal dolore della situazione, Charlie si affida alla scorta di eroina del fratello Liam.

All fine la fama dei Drive Shaft scanisce e con essa il rapporto di Charlie con Liam. La band si scioglie e Charlie comincia a rubare per alimentare la sua dipendenza dall’eroina. Dopo il fallimento di una relazione con una donna ricca dal nome Lucy, alla quale voleva rubare dei preziosi, Charlie si dirige dal fratello per tentare di riformare la band e andare in tour. Vola in Australia per incontrare il fratello, ormai sposato e sistemato. A differenza di Charlie però, Liam non è tentato dalla promessa di un ritorno allo stile di vita da rock-star. In più, quando Liam si rende conto che il fratello è ancora dipendente dall’eroina, gli chiede di rimanere a Sydney e di entrare in un programma di disintossicazione. Arrabbiato con Liam, che incolpa di averlo fatto cadere nella dipendenza, Charlie se ne va via dicendo che deve prendere un aereo.

La notte prima del volo, incontra una fan in un bar e passa una serata di baldoria a base di eroina nella sua stanza d’albergo. La mattina successiva, cerca di nascondere l’eroina rimanente alla donna, facendola infuriare e provocando uan reazione violenta. Mentre corre per prendere il suo aereo, l’ascensore dell’hotel si ferma perchè chiamato da Hurley e ciò provoca la reazione di Charlie che gli urla dietro “alcuni di noi devono prendere un aereo”. Una volta a bordo, tenta di far entrare la custodia del basso nell’armadietto degli abiti. E’ sottointeso che ha con sè l’eroina rimanente e la nasconde nella toilette accanto alla cabina di pilotaggio. E’ chiaramente per questo motivo che insiste a voler accompagnare Jack e Kate nella loro spedizione iniziale per trovare la punta dell’aereo, e il motivo per cui sparisce misteriosamente mentre Jack e Kate parlano col pilota dell’aereo. Fin dal suo arrivo sull’isola Charlie è stato coinvolto in vari problemi. Prima con i sintomi di astinenza da eroina provocati dall’aver bruciato la sua scorta rimanente nell’episodio La Falena. Poi è stato rapito insieme a Claire da Ethan Rom, ed è quasi morto essendo stato appeso per il collo ad un albero. In seguito, dopo il ritorno di Claire, Ethan lo minaccia di uccidere i sopravvissuti, se non consegnava la ragazza.

Quando Ethan uccide Scott Jackson, i sopravvissuti decidono di catturarlo. Nel successivo scontro con Ethan, Charlie spara all’uomo dichiarando che doveva essere fatto per evitare che continuasse a cercare Claire. In Esodo, Rousseau rapisce il bambino di Claire. Nel tentativo di inseguirla, Charlie segue Sayid fino a dove si trova l’aereo dove Boone è rimasto mortalmente ferito. Non sapendo che Charlie è un ex drogato, Sayid gli dice che nell’aereo c’è un carico di statuette religiose che contengono eroina. Mentre Sayid si gira per andarsene, Charlie fissa bramoso i sacchetti sparsi a terra. L’episodio non ci svela se il ragazzo ha ripreso a drogarsi ma ci mostra un’immagine del suo zainetto che contiene una statuetta con la droga. Charlie ha sviluppato amicizie molto forti sull’isola, ma il più vicino a lui è Hurley, ed ha una relazione quasi romantica con Claire.

(grazie a Lost-Italia)

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