giorno: lunedì, 24 luglio 2006
ore: 13:08

Guardo Claire allontanarsi e non appena è abbastanza lontana, sposto il mio sguardo su Shannon.
«Che diavolo vuoi, Shannon?» le chiedo irritato dal modo in cui mi ha chiamato.
«Nervosetto, eh? Non volevo far andare via la tua bella...» mi risponde con aria innocente.
«Ti ho chiesto che diavolo vuoi...» ripeto facendo un passo verso di lei.
Non è giornata oggi. Perchè certa gente non capisce quando non è il momento di stressare? Già ho trattato male Claire senza motivo e mi sono sentito abbastanza uno stronzo. Le mie cose sono sparite e non ho la più pallida idea di chi le abbia prese. E la bionda mi sta facendo saltare i nervi.
«Cosa ne dici di calmarti?» mi dice Shannon sedendosi sulla sabbia.
«Cosa ne dici di andartene?»
La prendo per un braccio e cerco di farla alzare, ma è praticamente un'impresa impossibile. Ha deciso che deve stare seduta fuori dalla mia tenda, e lì starà.
«Ehi, mi stai facendo male...»
«E allora te lo ripeto...perchè non te ne vai? Così non ti faccio male, tu sarai contenta e lo sarò anche io...»
La ragazza iniza a ridere, apparentemente senza motivo.
Chissà cosa le passa in quella testa bacata.
«Non me ne posso andare...» mi dice tra le risate.
«Ah no? Vogliamo vedere? - le rispondo con aria di sfida - E poi si può sapere perchè diavolo ridi?»
Ormai sto praticamente urlando, sto davvero perdendo la pazienza. Il comportamento di Shannon è davvero irritante, sta lì, inchiodata fuori dalla mia tenda e ride senza motivo.
La ragazza smette per un attimo di ridere e sembra essere ritornata seria.
«No, non posso andarme...ho fatto un voto...»
«Un voto?» le chiedo senza capire, inarcando un sopracciglio.
«Sì...un voto alla Madonna...»
Rimango letteralmente a bocca aperta. Come ho fatto, come ho fatto a non capirlo subito?
«Ssssshh non dirlo a nessuno, però!» mi dice portandosi un dito davanti alla bocca, ad indicarmi di stare zitto, e riprendendo poi a ridere.

«Lo vedrai presto cosa voglio fare...»
La mia presa sui polsi di Lily è salda, sono sopra di lei e inizio lentamente a baciarle il collo.
Lei cerca di liberarsi, ma io sono più forte.
«Charlie...» continua a ripetere, mentre cerca di respingermi.
Lentamente arrivo a baciarle il seno, lascio andare un braccio di Lily per slacciarle la camicetta. Ma lei approfitta di questa mia debolezza per respingermi via con tutta la forza che ha, dandomi una ginocchiata nelle parti basse.
«BASTA!» urla lei con la voce rotta dal pianto, mentre io sono accasciato sull'altro lato del letto.
«Charlie...perchè l'hai fatto?» continua poi, mentre ormai piange disperata, in ginocchio sul letto, la camicetta mezza slacciata e i capelli spettinati.
Mi volto a guardarla, e solo vedendola così, solo ora mi rendo conto di quello che stavo per fare, di quanto io faccia schifo e di quanto quella roba mi abbia rovinato.
«Lily...» inizio a dire, ma non riesco a continuare la frase perchè le lacrime me lo impediscono.


«Shannon..shannon, devi smetterla subito, smetterla con quella roba...» dico prendendo la ragazza per un braccio e alzandola di peso. Non mi importa se le farò male, non mi importa di niente. L'unica cosa che mi interessa è che Shannon la smetta, e subito.
«Lasciami! Mi fai male, te l'ho già detto!»
«Non me ne frega niente se ti faccio male...» dico tirandola dietro di me in mezzo alla foresta, dove nessuno ci può vedere nè sentire.
«Ascoltami bene - le dico quando ormai siamo abbastanza lontani dal resto del gruppo - la devi smettere Shannon, la devi smettere con quella roba...»
La prendo per le spalle, guardandola fissa negli occhi.
«...tu non sai quante stronzate ti porta a fare, tu non sai quanto schifosa diventerà la tua vita...»
La ragazza mi guarda, poi abbassa lo sguardo. Sembra pentita, sembra che il mio discorso stia funzionando.
E invece dopo un attimo scoppia a ridermi in faccia.
«Ahahahah senti un po', razza di rifiuto della società...come ti permetti di farmi la paternale, eh? Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Tu che sei stato un tossico per anni, e secondo me lo sei ancora, vieni a dirmi che devo smetterla con quella roba...ma fammi il piacere...»
Chiudo gli occhi, insipiro profondamente. La tentazione di prenderla a schiaffi è davvero forte, ma non posso farlo.
«Shannon, finiscila, non sai quello che stai dicendo...e poi appunto perchè ho fatto uso di quella roba per anni, so esattamente quanto faccia schifo...»
«Ma non ti vergogni? Sei patetico...ora cerchi di portarmi sulla retta via perchè non sei riuscito a rimanerci tu stesso? E poi guardati intorno...questo posto fa schifo e questo è l'unico modo che abbiamo per renderlo migliore...» mi dice tirando fuori dalla tasca qualcosa che riconosco subito come l'eroina che c'era nella stauetta.
«Non fa poi così schifo, Shannon...insomma c'è Claire, c'è Aaron...e tu hai Sayid, no?»
Cerco di toglierle l'eroina di mano, ma lei è più veloce e ritrae la mano dietro la schiena.
«Cerchi di fregarmi, forse? Comunque se ti accontenti di una slavata e di un figlio che non è tuo...fai te... - sorride - Sayid? Non va poi così bene...ma questa è un'altra storia, Charlie.»
La guardo con occhi pieni d'odio. Non si deve permettere di parlare così di Claire e Aaron.

«Lily...Lily, mi dispiace...» dico mentre mi allungo una mano verso di lei, per accarezzarla. Ma lei si ritrae.
«Non mi toccare...Charlie...dimmi solo perchè...»
Ormai le sue guance sono rigate dalle lacrime e dal mascara, non cerca più nemmeno di trattenersi.
Abbasso lo sguardo, non so cosa dire. Mi vergogno immensamente di me stesso, di ciò che ho fatto, di ciò che stavo per fare. Ma non posso dire a Lilian cosa mi ha portato a questo punto, non posso. Non posso dirle che ormai da tempo sono dipendente dall'eroina.
«Lily...io...»
«Vattene Charlie. Esci di qui e non farti mai più vedere.» mi dice indicando la porta e l'unica cosa che posso fare è andarmene.
Esco dall'albergo, piove. Non ho niente per coprirmi ma poco importa.
Mi siedo sul bordo di un marciapiede e piango, piango mentre la pioggia cade sulla mia testa.

«Non ti permettere...» le dico con un sibilo, abbassando lo sguardo.
«Di fare cosa? Di dirti come stanno le cose realmente? Quella ti sta solo usando Charlie, ha preso il primo cretino che le si è affezionata solo perchè ha bisogno di qualcuno che badi a suo figlio...che gli faccia da padre...»
Non riesco a controbattere, troppo impegnato a trattenere le lacrime.
«Non dirmi che non ci avevi mai pensato, eh...è così palese...chi vuoi che si preoccupi di te, Charlie? A nessuno importa niente...soprattutto alla mammina...troverà presto qualcun altro con cui rimpiazzarti...»
Nella sua mano ancora l'eroina, che attira inevitabilmente la mia attenzione...

autore: CharliePace
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Questo diario fa parte del gioco di blog Lost Survivors, dedicato alla serie tv "Lost".
Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e pertanto non è per nulla legato al telefilm. I personaggi e il telefilm appartengono alla ABC.

chi è charlie?

Nome: Charlie
Cognome: Pace
Età: 29
Luogo di nascita: Manchester, Inghilterra.
Motivo del viaggio in Australia: Convincere il fratello Liam a ritornare a suonare con i Driveshaft.
Motivo del viaggio a Los Angeles: volare a Los Angeles per il tour di ritorno dei Driveshaft di 8 settimane, come spalla ai "Meat Coat".
Significato del nome: Insieme al batterista, un bassista è responsabile dell’andatura di una canzone (la parola "pace" significa appunto "passo, ritmo"), mentre Charlie è un nome comunemente usato dagli inglesi per indicare la "cocaina", spesso accompagnato con il tipo di vita rock and roll che una volta egli stesso conduceva.
Professione: Bassista dei Driveshaft.

la sua storia

L’ex bassista della band inglese Dirve Shaft da Manchester, in Inghilterra, Charlie Pace originariamente era indeciso se dare valore al crescente successo della band. Le sofferenze e le tentazioni dello stile di vita della rock-star avevano pesato molto su di lui, anche se la sua band guadagnava notorietà. Alla fine, comunque, viene convinto dal fratello Liam a partecipare al futuro della band spiegandogli che la band aveva bisogno di Charlie essendo “lui stesso la band”. Nonostante ciò Charlie accetta alla condizione che Liam gli prometta di lasciar perdere tutto se fosse diventato troppo stressante.

Col successo mondiale dei Drive Shaft, Charlie comincia a notare che il fratello Liam sta diventado sempre più autodistruttivo con l’uso della droga e il ruolo sempre più dominante nella band. Appena dopo un concerto dal vivo, la situazione prende una brutta piega quando Charlie dice a Liam che quello è il momento giusto per lasciare tutto. Quando Liam va via sprezzante urlando “adesso sono io la band”, Charlie realizza che propabilmente ha lasciato andare le cose troppo in là. Da solo, nel camerino, accecato dal dolore della situazione, Charlie si affida alla scorta di eroina del fratello Liam.

All fine la fama dei Drive Shaft scanisce e con essa il rapporto di Charlie con Liam. La band si scioglie e Charlie comincia a rubare per alimentare la sua dipendenza dall’eroina. Dopo il fallimento di una relazione con una donna ricca dal nome Lucy, alla quale voleva rubare dei preziosi, Charlie si dirige dal fratello per tentare di riformare la band e andare in tour. Vola in Australia per incontrare il fratello, ormai sposato e sistemato. A differenza di Charlie però, Liam non è tentato dalla promessa di un ritorno allo stile di vita da rock-star. In più, quando Liam si rende conto che il fratello è ancora dipendente dall’eroina, gli chiede di rimanere a Sydney e di entrare in un programma di disintossicazione. Arrabbiato con Liam, che incolpa di averlo fatto cadere nella dipendenza, Charlie se ne va via dicendo che deve prendere un aereo.

La notte prima del volo, incontra una fan in un bar e passa una serata di baldoria a base di eroina nella sua stanza d’albergo. La mattina successiva, cerca di nascondere l’eroina rimanente alla donna, facendola infuriare e provocando uan reazione violenta. Mentre corre per prendere il suo aereo, l’ascensore dell’hotel si ferma perchè chiamato da Hurley e ciò provoca la reazione di Charlie che gli urla dietro “alcuni di noi devono prendere un aereo”. Una volta a bordo, tenta di far entrare la custodia del basso nell’armadietto degli abiti. E’ sottointeso che ha con sè l’eroina rimanente e la nasconde nella toilette accanto alla cabina di pilotaggio. E’ chiaramente per questo motivo che insiste a voler accompagnare Jack e Kate nella loro spedizione iniziale per trovare la punta dell’aereo, e il motivo per cui sparisce misteriosamente mentre Jack e Kate parlano col pilota dell’aereo. Fin dal suo arrivo sull’isola Charlie è stato coinvolto in vari problemi. Prima con i sintomi di astinenza da eroina provocati dall’aver bruciato la sua scorta rimanente nell’episodio La Falena. Poi è stato rapito insieme a Claire da Ethan Rom, ed è quasi morto essendo stato appeso per il collo ad un albero. In seguito, dopo il ritorno di Claire, Ethan lo minaccia di uccidere i sopravvissuti, se non consegnava la ragazza.

Quando Ethan uccide Scott Jackson, i sopravvissuti decidono di catturarlo. Nel successivo scontro con Ethan, Charlie spara all’uomo dichiarando che doveva essere fatto per evitare che continuasse a cercare Claire. In Esodo, Rousseau rapisce il bambino di Claire. Nel tentativo di inseguirla, Charlie segue Sayid fino a dove si trova l’aereo dove Boone è rimasto mortalmente ferito. Non sapendo che Charlie è un ex drogato, Sayid gli dice che nell’aereo c’è un carico di statuette religiose che contengono eroina. Mentre Sayid si gira per andarsene, Charlie fissa bramoso i sacchetti sparsi a terra. L’episodio non ci svela se il ragazzo ha ripreso a drogarsi ma ci mostra un’immagine del suo zainetto che contiene una statuetta con la droga. Charlie ha sviluppato amicizie molto forti sull’isola, ma il più vicino a lui è Hurley, ed ha una relazione quasi romantica con Claire.

(grazie a Lost-Italia)

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